UN FUTURO DI SALUTE PER BENTIU
SUD SUDAN
Un impegno concreto per la salute delle comunità più fragili
Nel cuore del Sud Sudan, nello Stato di Unità, la Diocesi Cattolica di Bentiu promuove un progetto ambizioso e necessario: la creazione di un Ufficio Diocesano di Coordinamento Sanitario, pensato per rispondere in modo strutturato, umano e sostenibile alle gravi sfide sanitarie che colpiscono la popolazione locale.
Il contesto in cui nasce questa iniziativa è estremamente fragile. Il sistema sanitario nazionale del Sud Sudan dipende quasi interamente dagli aiuti internazionali, oggi sempre più ridotti e instabili. Conflitti armati, migrazioni forzate, inondazioni ricorrenti e insicurezza alimentare rendono l’accesso alle cure un privilegio per pochi. In molte aree, soprattutto rurali, i servizi sanitari di base sono assenti o discontinui, e le persone più vulnerabili – bambini, donne, anziani, malati e disabili – restano spesso invisibili.
In questo scenario, la Diocesi di Bentiu sceglie di farsi prossima alla sua gente, traducendo lo spirito evangelico della cura compassionevole in azioni concrete.
Un ufficio per coordinare, formare e prendersi cura
L’Ufficio Diocesano di Coordinamento Sanitario nasce con l’obiettivo di rafforzare la risposta sanitaria locale, mettendo in rete scuole, comunità, strutture sanitarie e istituzioni. Non si tratta solo di offrire cure, ma di costruire un sistema capace di ascoltare i bisogni, prevenire le malattie, promuovere stili di vita sani e accompagnare le persone nel tempo.
Il progetto prevede:
l’avvio di un ufficio sanitario diocesano pienamente operativo;
la formazione di Gruppi Comunitari per la Salute, composti da volontari che visitano le famiglie, individuano le persone più fragili e facilitano l’accesso alle cure;
l’istituzione di una unità sanitaria all’interno della scuola primaria diocesana, per garantire assistenza di base agli studenti e interventi tempestivi in caso di necessità;
programmi di educazione alla salute rivolti in particolare agli studenti più grandi, con un’attenzione speciale alla salute delle ragazze;
il sostegno alla formazione e alla ricerca in ambito sanitario, attraverso borse di studio dedicate.
Dalla scuola alla comunità: la salute come bene condiviso
La scuola diventa un punto di partenza fondamentale: un luogo sicuro dove curare, educare e prevenire. Allo stesso tempo, grazie ai gruppi comunitari, il progetto raggiunge le case, i villaggi e le situazioni di maggiore isolamento, portando non solo assistenza sanitaria di base, ma anche ascolto, dignità e speranza.
L’intero intervento è pensato come un percorso di responsabilizzazione della comunità, affinché la salute non sia vissuta come un aiuto esterno e temporaneo, ma come un bene comune da custodire insieme.
Uno sguardo al futuro
Questo progetto rappresenta un primo passo verso un modello replicabile anche in altre parrocchie della Diocesi. Investire nella salute oggi significa gettare le basi per comunità più forti, consapevoli e resilienti domani.
La Diocesi di Bentiu crede che prendersi cura della salute significhi prendersi cura della vita, soprattutto di quella più fragile. Ed è da qui che nasce questo cammino.
Sud Sudan




Diocesi di Bentiu
La Diocesi di Bentiu, nel Sud Sudan, eretta nel 2024, la Diocesi più giovane del Paese. È nata per accompagnare più da vicino le comunità dello Stato di Unità, una delle aree più duramente colpite da conflitti armati, sfollamenti di massa, inondazioni ricorrenti e povertà strutturale. In questo contesto segnato da emergenze continue, la Diocesi non svolge solo un ruolo pastorale, ma rappresenta un vero e proprio presidio di speranza, coesione sociale e sostegno umano. Attraverso parrocchie, scuole e iniziative sociali, la Chiesa locale è spesso uno dei pochi attori stabili e affidabili presenti sul territorio, capace di intercettare i bisogni reali delle persone e di promuovere percorsi di dignità, pace e riconciliazione.
Alla guida della Diocesi c’è mons. Christian Carlassare, missionario comboniano, figura profondamente legata al Sud Sudan e alla sua gente. La sua testimonianza personale è diventata simbolo di una Chiesa che sceglie di restare, anche nelle situazioni più difficili. Missionario in Sud Sudan fin dalla sua ordinazione sacerdotale, nel 2004, ha sempre ricoperto il ruolo, prima di vicario e poi parroco nelle parrocchie del Sud Sudan.
L'8 marzo 2021 viene nominato da papa Francesco, vescovo di Rumbek. Al momento della sua elezione, all'età di 43 anni, è diventato il più giovane vescovo cattolico italiano.
Nella notte del 25 aprile 2021, prima ancora di prendere ufficialmente possesso della Diocesi, viene colpito da un attentato, il vescovo Carlassare ha trasformato quella prova in un messaggio forte di perdono, dialogo e non violenza. Il suo ministero episcopale è caratterizzato da uno stile semplice e vicino alla popolazione, con una particolare attenzione ai più vulnerabili: sfollati, malati, bambini e giovani. Sotto la sua guida, la Diocesi di Bentiu promuove una visione integrale dello sviluppo umano, in cui evangelizzazione, educazione, salute e giustizia sociale camminano insieme, come segni concreti di una fede incarnata nella vita quotidiana delle comunità.
Il Sud Sudan, nato nel 2011 come Stato indipendente, è il Paese più giovane del mondo ma anche uno dei più fragili. Anni di conflitti armati, instabilità politica e governance debole hanno profondamente segnato il tessuto sociale ed economico. Gran parte della popolazione vive in condizioni di povertà estrema e dipende dagli aiuti umanitari per l’accesso a servizi essenziali come sanità, istruzione e acqua potabile. Le infrastrutture sono scarse o danneggiate, mentre il sistema sanitario nazionale risulta fortemente indebolito e incapace di rispondere in modo continuativo ai bisogni della popolazione.




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